Approcciandosi per la prima volta al Bodybuilding o Fitness in generale ci si trova spesso di fronte ad un bivio: Massa o definizione?

I frequentatori anche non abituali di forum e gruppi FB avranno visto troppo spesso ragazzi postare foto della propria condizione e fare questa domanda.

Ovviamente, direte voi, la risposta è relativa, va cioè data in base al singolo individuo. Questo è vero fino ad un certo punto. Il problema è che la domanda è mal posta, “massa” o “definizione” sono due concetti fuorvianti e il punto di partenza è tutt’altro.

In generale nel fitness il concetto di base è quello di dare al corpo uno stimolo affinchè esso si adatti. Nel periodo di massa lo stimolo sarà una sintesi proteica accentuata (derivante dall’allenamento) supportata da un surplus energetico, l’adattamento un aumento della massa magra. Nella fase di definizione invece lo stimolo sarà sempre una spiccata sintesi proteica cui si affianca un regime ipocalorico ossia una richiesta di energie che porta ad un utilizzo delle riserve (grasso ed in parte materiale proteico strutturale) per un adattamento che si concretizza in un dimagrimento.

Molto bene, ma al di là di queste banalità, cosa c’entra dal dove iniziare? Molto semplice. Cosa succede se il corpo non riesce a rispondere (efficacemente) a questi stimoli? Dunque se il corpo non si adatta?

STATO DI FISIOLOGIA

Il nostro organismo è una macchina davvero complessa, più la si studia più ci si rende conto di quanto tutto sia profondamente interconnesso e complesso. Per poter avvenire l’adattamento il corpo deve stare in condizioni tali da poterlo supportare. Negli ultimi anni si sta ponendo sempre più l’attenzione su una branca della medicina/nutrizione che è la nutrizione clinica. Alla base di questa materia vi è il concetto di “Fisiologia”. Un soggetto in fisiologia può essere descritto come un soggetto estremamente efficiente, un soggetto il cui organismo risponde in maniera brillante agli stimoli ricevuti.

Vi siete mai chiesti perché certi soggetti diventano enormi o si definiscono benissimo curando magari meno l’alimentazione o allenandosi con meno intensità? Ebbene la risposta, nella maggior parte dei casi, è proprio questa: sono in fisiologia.

COME LO CAPISCO?

Anzitutto un quadro delle analisi, un controllo della colesterolemia, dei trigliceridi, della glicemia; allo stesso modo dei valori ormonali (andamento della cortisolemia nella giornata, insulinemia ecc..). Si può andare a controllare poi tramite la BIA eventuali stati di infiammazione. Molto complesso. In generale il “non essere in fisiologia” si presenta con la comparsa di MUS (sintomi vaghi e aspecifici), insonnia, stanchezza giornaliera, gonfiore dopo i pasti, spossatezza ecc.. Ebbene questi sono tutti indicatori che “qualcosa non va”, e se qualcosa non va di certo il corpo non risponde in maniera efficiente agli stimoli.

COSA FARE?

Avrete già capito che il punto di partenza in ogni caso è rientrare in fisiologia (se già non lo si è). Qui il problema dell’individualizzazione è forte. Nel senso che è vero che la fisiologia umana è abbastanza universale, allo stesso tempo però ogni soggetto dovrà dedicarcisi in maniera diversa. Possiamo dire che nello stato di fisiologia “tutto funziona come dovrebbe”. Per alcuni soggetti questo vuol dire regolare al massimo ogni variante esogena (alimentazione, ritmi sonno/veglia, allenamento ecc..). Per altri invece i fattori esogeni influenzano meno quelli endogeni, in parole semplici tali soggetti possono permettersi “di più”.

In generale si può intervenire su più fronti:

.Ritmi di vita. Prima cosa, per regolarizzare l’andamento ormonale, quindi orari dei pasti, orari dell’allenamento, ritmi sonno/veglia ecc..

.Carico Glicemico. Da un punto di vista alimentare la gestione del GL è fondamentale in quanto, anch’essa, direttamente collegata all’andamento ormonale

.PRAL. Cui si sta ponendo l’accento sempre più in questi ultimi anni, la gestione dell’equilibrio acido-base è una fortissima componente nell’ottimizzazione dell’efficienza del nostro organismo.

In articoli successivi approfondiremo questi concetti dando delle valide linee guida da poter seguire per impostare accorgimenti sul proprio protocollo.

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