. Premessa – cos’è questo articolo?

Il titolo è volutamente provocatorio, non sono qui per rivelare la verità assoluta o i segreti per l’Olympia. No, quest’articolo è più che altro una grande riflessione che si pone come obbiettivo quello di far riflettere anche altri. Ma perché devo venirvi a rompere le palle? Direte voi..

Girando tra i social nell’ambito fitness e BB noto sempre di più che ci si perde in un bicchier d’acqua. Si parla di grandi sistemi, metodologie avanzate, segreti, ricette speciali.. ma in tutto questo mancano le basi, le fondamenta; non scientifiche o tecniche ma proprio nozionistiche, non ci si rende conto insomma di quello che si sta facendo.

. Cos’è il Bodybuilding?

“Non è uno sport ma uno stile di vita” dice fiero il filosofo. Sbagliato, è proprio uno sport. Questo è un punto che deve entrare nella testa di tutti. Un BBer è un’atleta, uno sportivo, il BBing è un dannatissimo sport. Perché dico questo? Perché,da quel che si dice, sembra che come sport “sfugga” a delle regole generali e si ponga come un unicum tra i molti. E’ veramente così? No.

Sicuramente ha le sue peculiarità, come qualsiasi altro sport. Ha delle metodologie specifiche, gesti specifici, obbiettivi specifici.. naturale. Vedo però che si ricercano segreti o strategie che non rispettano dei semplici principi base:

. aumento della prestazione (che nel BBing non è il semplice carico)

. raggiungimento di un adattamento specifico

Semplice, dannatamente semplice, e vedremo adesso come questo può essere attuato. Facciamo un gioco, immaginate di avere davanti un soggetto, mai fatto palestra, ragazzo/a nella media sotto ogni punto di vista. Vediamo quindi il percorso che potrebbe fare se volesse praticare il BBing e arrivare per esempio a gareggiare (giusto per porsi un obbiettivo).

N.B. questo che dirò non è IL METODO, né UN METODO. E’ un semplice espediente utilizzato per portare a riflettere.

.70% dieta e 30% allenamento

Ne sono sicuro, l’amico, il vicino, l’istruttore in palestra.. Qualcuno glielo dirà. Ve lo hanno detto a tutti no? Ecco, da quel momento il 90% delle persone si è rovinata da sola. Quello è il game-over di molti.

Che vuol dire veramente? Ci avete mai pensato? Se mangiate male avrete il 30% dei risultati mentre se vi allenate male al 70% ci arrivate?

Dunque, ipotizziamo di dover scegliere se dedicarci all’uno o all’altro. Ora, se a Jo (per dargli un nome) gli dicessero questa frase, lui farebbe un po’ di ricerche, si scaricherebbe un’app e inizierebbe a contare i macros, seguendo la moda del momento e magari azzeccherebbe pure delle strategie efficaci dal momento che si impegnerebbe molto per approfondire il tema. L’allenamento invece? Bhò, si sfogliano due pagine su FB, due post letti e da una lettura superficiale emergono strategie inadeguate (il perché lo vedremo dopo).

Se invece Jo si dedicasse più all’allenamento? Ecco, questo è lo scenario più bello. La dieta ci sarebbe, mangerebbe tanto, tante proteine e qualche luogo comune qua e là. L’allenamento invece sarebbe ben programmato, adeguato ed efficace. I risultati sarebbero migliori. Questo perché in realtà quel rapporto 70-30 indica un passo ulteriore, ossia il raggiungimento di un livello sopra la media. Strano? Non direi, pensate ad un qualsiasi sport. Un ragazzo PRIMA DI TUTTO viene massacrato sul campo, allenamenti intensi, miglioramento delle prestazioni (lasciamo stare che una corretta alimentazione rende il tutto molto più veloce ed efficiente, ovviamente l’ideale sarebbe curare tutti e due, non ci piove!). Quando fa le prime competizioni arrivano i primi consigli alimentari, è un buon atleta, competitivo, ma se vuole fare il passo ulteriore, allora deve curare l’alimentazione.

Potete vedere il discorso anche da un altro punto di vista. Il corpo tende all’omeostasi. L’allenamento richiede un adattamento specifico che il corpo tenderà a raggiungere sfruttando al meglio le risorse (dieta) che ha. Non è vero il contrario. L’allenamento pone il punto di arrivo e dà lo stimolo maggiore per raggiungerlo, la dieta completa e facilita il tutto.

Precisazioni: ovviamente si parla del qualcosa in più. Non ci sarebbe adattamento se non si mangiasse o si mangiasse come pulcini. Si suppone che si mangi normalmente, ad libitum.

Dunque è vero il rapporto 70-30? Si, in termini teorici assolutamente, in termini pratici no, questo perché la dieta tende ad autoregolarsi da sola, si imposta naturalmente a livelli ottimali. L’allenamento no.

Nel prossimo articolo vedremo come comportarsi in termini più pratici..

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