Cosa sono lo sappiamo bene tutti, si tratta di due delle pratiche utilizzate nella dietistica. Il pasto e giorno “libero”, il cosiddetto “sgarro”. Normalmente quando si prescrive una dieta si tende sempre a lasciare degli spazi di libertà onde evitare che chi la deve seguire impazzisca ed incorra in disagi psicologici o anche sociali. Bisogna anzitutto dire che il cheat meal può presentarsi sotto diverse forme, possiamo difatti avere dei gradi di libertà sulle fonti (per esempio una dieta che elimina i cereali può prevederne il consumo in modiche porzioni in un pasto libero); o altrimenti libertà sulle quantità (quindi una dieta con un numero di kcal e macronutrienti prestabiliti può prevedere un eccesso – i.e. ricarica degli stessi o un’alimentazione ad libitum). Vediamo quindi come nel primo caso non necessariamente si è liberi dovendo verosimilmente rispettare determinati macronutrienti (vedi molte interpretazioni dell’IIFYM).

Ma si tratta davvero si un semplice modo di aumentare la compliance alla dieta? In verità no, difatti…

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